Cinema

#Mavisguarda: L’illusionista e Gatta Cenerentola

In questi giorni di quarantena non sapete cosa fare, vi annoiate e sognate di andare a fare una bella gita fuori porta (magari su un altro pianeta)? 

Non vi preoccupate, ci pensa Mavis a consigliarvi due film che vi faranno riflettere, piangere e sorridere, facendovi dimenticare almeno per un’ora e mezza di essere chiusi in casa.

Ecco quindi delle piccole review di due film d’animazione che ho visto recentemente e che mi hanno fatto riflettere e sognare: L’illusionista di Sylvain Chomet e Gatta Cenerentola di Alessandro RakIvan CappielloMarino GuarnieriDario Sansone.

Per introdurre L’illusionista è bene fare una premessa: lo script è basato su una sceneggiatura di Jacques Tati, grande regista francese, ritrovata dalla figlia Sophie nell’archivio del Centro Nazionale di Cinematografia di Parigi. Considerata come una lettera d’amore da un padre alla propria figlia, Sophie ha deciso di affidare la sceneggiatura nelle mani di chi sarebbe riuscito ad omaggiare la memoria di suo padre. Sylvain Chomet è riuscito così a trasporre in animazione tradizionale un ricordo, una storia magica e poetica da tempo dimenticata in un polveroso archivio.

A metà anni ’50 un anziano illusionista vede piano piano la sua carriera soppiantata da giovani musicisti, riuscendo ad esercitare la professione solamente in feste di piccoli cabaret, matrimoni e squallidi locali. La sua vita sembra ormai caratterizzata dalla solitudine, fino a quando una giovane ragazza scozzese, affascinata dalle sue magie e convinta che esse siano reali, decide di lasciare tutto e seguirlo ad Edimburgo. La vita dei due sembra così trovare una svolta serena e piacevole: l’anziano illusionista cerca di racimolare più soldi possibile per rendere felice la ragazza e per vivere dignitosamente insieme a lei. Ma la vita, come si sa, va avanti: la ragazza cresce, si innamora, e l’anziano illusionista vede la sua vita scorrere dalle sue dita sempre più velocemente. Il commovente finale vede la ragazza scoprire che tutti i trucchi che credeva reali erano solo frutto di illusione, segnando così il passaggio all’età adulta.

La finezza visiva di questo racconto animato si mescola con la delicatezza e l’armonia dei colori, dei colori, dei movimenti, fluidi e aggraziati. Un’atmosfera poetica, ma che al contempo fa riflettere, perché la vita non è solo armonia e gioia: si scontra, al contrario, con la crudezza della vita quotidiana. La ragazza pensa che la realtà sia caratterizzata dalla magia, dalla fantasia, ma essa è solo un’illusione. La caducità della vita porta a farti apprezzare le piccole cose belle, l’amore, la gioia di un momento; la consapevolezza di ciò permette un approccio con la vita molto più vivo. 

Chomet vuole esprimere attraverso delle palpabili immagini animate la difficoltà di andare avanti inseguendo il proprio sogno, l’arresa nei confronti del progresso e l’abbandono.

Ma non lascia solo spazio alla tristezza e alla malinconia: alla fine c’è sempre una speranza, anche dietro a mille difficoltà l’uomo potrà sempre contare sulla sua forza interiore che lo porterà a sforzarsi per vedere sorridere anche solo una persona.

Gatta Cenerentola è un film d’animazione italiano ricalcato sull’impianto diegetico della fiaba Cenerentola.

Ambientato in una Napoli futuristica, il film vede come protagonista Mia, taciturna ragazzina che da piccola è rimasta traumatizzata dall’assassinio del padre, Vittorio Basile, noto scienziato e detentore di una cospicua fortuna. Presa sotto custodia dalla matrigna, Mia (soprannominata Cenerentola) è al centro di un losco piano che la vede protagonista: il capo della malavita la vuole sposare per appropriarsi della sua eredità. Un uomo dal suo passato ritornerà per salvarla.

La crudezza visiva del racconto animato manifesta la voglia di raccontare scorci di realtà – distopica certamente – schietta e palpabile: le scene non fanno altro che amplificare la nota di difficoltà che caratterizza ambienti come quello napoletano. E’ un mondo altro, futuristico e degradato, che si scontra con l’idillico panorama pacifico che era all’inizio del film: l’ambiente napoletano viene esasperato, caratterizzato da un controllo mafioso che ne altera così la percezione. Ma non lasciamoci ingannare dall’esteriorità: permane, nonostante tutto, quella nota di speranza che permette di trovare il buono anche dove tutto è marcio. La tecnica di animazione, un connubio tra 3D con toni e rimandi a quella tradizionale, è innovativa e non stona per niente con l’anima della narrazione. Si mescolano così rimandi di speranza, amore e tristezza, malinconia, crudeltà. 

Gatta Cenerentola è una storia di rivalsa nonostante tutto, travalicando la crudezza della realtà, trascendendo la meschinità e l’odio, la sete di potere e il denaro. L’amore, quello vero, riesce a salvare e a far rivivere ogni sogno e ogni speranza.

Spero di avervi incuriosito con questi titoli, davvero delle chicche da recuperare!

Se li conoscete o volete parlarmene dopo averli visti, io vi aspetto nei commenti! 

Ciau 😊

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