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#Mavislegge: Circe

Ci sono donne passionali, coraggiose, violente ed intrepide. Ognuna ha una peculiarità che le permette di essere unica, distinguibile dalle altre. Ci sono donne che amano, donne che piangono, che sospirano e che odiano. Fragili fanciulle dal cuore potente, solide come rocce ma che nascondono una delicatezza innata. Le donne sono così: tanto diverse, quanto uguali.

E poi ci sono loro, quelle che racchiudono tutte le caratteristiche peculiari dell’essenza femminile: difetti e pregi si fondono e si confondono in una danza primordiale che permette il dischiudersi di una preziosa entità, irripetibile quanto potente.

Circe è un romanzo scritto da Madeline Miller, già autrice del famosissimo “La canzone di Achille”. La sua è una storia che mescola il mito al romanzo di formazione, un’unione mistica che riesce a creare un connubio di sensazioni e di rimandi storici, letterari, mitici.

Il romanzo ripercorre la vita di Circe, figlia del dio del sole Elios e della ninfa Perseide, dalla sua nascita fino ai giorni dell’esilio sull’isola di Eea. L’incontro con diversi personaggi e il rapporto instaurato con essi, porterà Circe ad uno sviluppo interiore, psicologico e caratteriale che la renderà più forte e più consapevole delle sue potenzialità come dea, maga e donna.

Il romanzo è un’esplicita ode al femminismo, alla potenza insita nello spirito ribelle della donna: Circe è una dea immortale, ma risiede in lei la forza e la bellezza della donna umana. La voglia di rivalsa, il bisogno di trovare il significato che si nascondo dietro il comportamento degli dei e degli umani, la sete di conoscenza che le appartiene, la rendono la donna enigmatica e complessa che non siamo riusciti a cogliere attraverso i miti e i racconti contenuti nell’Odissea omerica.

L’amore cambia il modo di sentire gli eventi, il modo di agire di fronte le difficoltà e la percezione del mondo: Circe ama in modo passionale, un amore che trascende il divino e si confonde con la passione propria degli umani: essa muta, cambia aspetto e oggetto del desiderio, ma è quell’amore che trasforma l’animo e lo porta a diventare qualcosa di migliore, di sublime, che trascende la perfezione. La forma dell’amore la porta a cambiare le sorti della sua stessa vita: quello che prova per Glauco è distruttivo, per se stessa e per chi la circonda; al contrario quello per Ulisse, permettendole di comprendere la complessità del genere umano e dando alla luce un figlio che si troverà sempre in bilico tra le due essenze, quella divina e quella mortale; infine quello per Telemaco è qualcosa che la prospetta verso il futuro ignoto: un amore in divenire.

La potenza della forma scritta è amplificata dal punto di vista soggettivo della protagonista, vivida testimonianza delle sensazioni provate, riuscendo così a trasmettere al lettore una tangibile testimonianza del vissuto interiore di Circe.

La costruzione è semplicemente lineare e incline alla perfezione: i costrutti linguistici rendono quella sensazione di scorrevolezza propria dei miti orali e delle leggende.

Una storia palpabile, densa di pathos emotivo, Circe è la storia che ti cambia, ti arricchisce, ti rende orgogliosa dell’essere donna.

Ebbene, questa recensione è per me molto importante: fa parte di un piccolissimo progetto che ho portato avanti su Instagram come promozione e condivisione di contenuti. Il #mavisbookblog è stato concepito come uno spazio per aiutarsi a vicenda condividendo le recensioni scritte sui rispettivi blog, per conoscersi e parlare insieme delle nostre passioni.

Se volete saperne di più o se volete semplicemente seguirmi su Instagram (mi farebbe mooolto piacere!) ecco qui il post sul #mavisbookblog

Detto ciò vi saluto, e vi lascio ai prossimi contenuti!

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