#Mavislegge: Made in Abyss

Io dico sempre: mai lasciarsi ingannare dalle apparenze. Perché una cosa può essere completamente l’opposto di quello che sembra, e allora le opzioni sono due: rimaniamo delusi, oppure rimaniamo folgorati dal contrasto visivo e concettuale che si nasconde dietro quella cosa, tanto da innamorarsene perdutamente.  Mi sono avvicinata a Made in Abyss di Akihito Tsukushi spinta dal successo ricevuto dall’anime: me ne sono completamente innamorata. Poi è stato pubblicato il manga in Italia edito da J-Pop e sono rimasta ancora più folgorata da questa storia. Ma cosa ha di particolare, cosa ha di tanto diverso rispetto a molti altri prodotti nipponici.  Svisceriamo insieme alcuni punti. La trama La vicenda si svolge alle pendici di un’enorme voragine chiamata da tutti “L’Abisso”, ad indicare la sua incalcolata profondità, dove risiedono esseri misteriosi e manufatti probabilmente appartenenti ad una antica civiltà. Riko è una bambina molto intraprendente, il cui sogno è quello di esplorare le profondità dell’Abisso per cercare la sua mamma, Leiza, che si dice essere riuscita a raggiungere la fine della misteriosa voragine. Tutto cambia quando trova quello che sembra un antico manufatto proveniente dall’Abisso, ma che sembra a tutti gli effetti un bambino reale: Riko lo soprannominerà Reg, ed insieme a lui deciderà di esplorare l’ignoto. Ma antichi misteri riemergono dal profondo, e per i bambini inizieranno una serie di peripezie che metteranno in pericolo la loro stessa vita… I contenuti Il mondo di Made in Abyss si orienta verso una verticalizzazione della narrazione: la vicenda principale inizia dall’apice per poi addentrarsi e discendere seguendo il percorso segnato dall’Abisso. L’impianto diegetico si inspessisce e si fa più ricco mano a mano che i protagonisti discendono le profondità della voragine, caricandosi di misteri e vicende nefaste. La luce del mondo superiore viene soppiantata dall’oscurità del mondo inferiore, un mondo infernale, metafora dell’orrore e dei toni dark che assume la vicenda nel suo svolgersi.  Le tematiche sono evidentemente rielaborate, partendo da premesse già sentite: un viaggio verso l’ignoto alla scoperta delle proprie origini e svelamento di incognite di cui è oggetto un personaggio misterioso venuto da chissà dove. Ma la peculiarità di questo manga è senza dubbio la veste con cui queste tematiche sono confezionate: una grafica accattivante, copertine dai toni soffusi e armoniosi, una realizzazione stilistica che richiama sensazioni oniriche anche grazie alla scala di grigi con cui vengono arricchite le tavole, quasi per rendere un effetto pastello o acquerello. Ma l’impatto visivo che ha il lettore si scontra prepotentemente con la crudezza e la crudeltà della vicenda, scene forti visivamente e concettualmente si contrappongono alla dolcezza dei visi dei bambini, che vengono così proiettati immediatamente in una dimensione di accettazione del dolore e scoperta della caducità della vita. Metafore di una vita che può finire da un momento all’altro, le immagini sono una calamita per il lettore: è una sensazione straniante, sei attratto da qualcosa che sai ti causerà dolore. Il mangaka gioca proprio su questo contrasto che genera un’immedesimazione a metà, un’empatia distaccata da un senso di ribrezzo e al contempo da un senso di ipnosi estatica generato dalla vicenda. La scelta di utilizzare i bambini come catalizzatori della vicenda è affidato al gusto personale dell’autore: in diverse interviste ha ammesso di sentirsi a suo agio solamente disegnando figure infantili, sentendosi estremamente spossato nel momento in cui debba disegnare degli adulti. Ma si può notare come il fattore orrorifico sia ampliato maggiormente dalla presenza appunto di bambini piuttosto che figure adulte, incidendo ancora di più sulla resa visiva e concettuale della vicenda. Conclusioni Made in Abyss è una storia a mio avviso atipica dai soliti stilemi di genere e dalle storie a cui siamo abituati solitamente. Il fattore destabilizzante è un punto di forza della storia, e non prendetelo come un disincentivo per iniziare la lettura: è quello che rende la storia di Made in Abyss originale e sempre fresca. Io lo adoro, da tempo non leggevo un manga così e spero che la storia continui seguendo la linea narrativa che ha raggiunto. Quindi vi consiglio di iniziarlo (se già non lo avete fatto), e di scrivermi nei commenti le vostre impressioni in merito.  Alla prossima recensione!