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#Mavislegge: L’incubo di Hill House

In queste giornate oscure e di pioggia incessante mi è venuta una gran voglia di leggere qualcosa di angosciante e macabro… non so quale sia l’oscuro motivo che mi spinge a fare ciò, ma ne prendiamo atto e non ci facciamo domande, dai!

Non sono una grande amante del genere horror o gothic, ma ci sono alcune letture che mi affascinano e che mi spingono ad inziarne la lettura, indipendentemente dal genere a cui appartengono. Ecco qui che mi sono imbattuta qualche mese fa nella lettura de L’incubo di Hill House, romanzo di genere vittoriano e gotico scritto a metà degli anni ’50 del secolo scorso da Shirley Jackson. L’autrice è molto conosciuta nel genere, il suo stile di scrittura è inconfondibile e le sue storie sono una commistione di sensazioni e riferimenti reali e irreali.

L’incubo di Hill House è una ghost story che narra le vicende di un gruppo di persone invitate ad alloggiare presso Hill House, una antica casa che si dice essere infestata, per aiutare nel suo studio sul paranormale l’antropologo Montague.

Il racconto è suggestivo per l’ambientazione, ma risulta a tratti monotono, soprattutto all’inizio. In seguito subisce una distensione abbastanza lunga per concentrarsi più che altro sul carattere e la psicologia dei protagonisti e sui loro moti interiori quando iniziano ad avere a che fare con le entità che infestano la casa.

E’ una narrazione lineare, che non lascia spazio a momenti di brivido puro, ma gioca più che altro sulla tensione; i momenti da jump scare non sono presenti, non sono approfondite quelle dinamiche di genere peculiari di un racconto fondato sull’orrore e sul paranormale. Il merito del romanzo è lo stile di scrittura, asciutto, particolare e denso di significato. In questo la Jackson è proprio una maestra.

Il filo narrativo dunque è molto equilibrato, per giungere al finale controverso e emblematico: le nostre domande non sono risolte del tutto, l’ultima parte ci fa rcredere di molte cose e ci lascia a bocca aperta: questa è una nota molto apprezzata, a mio avviso, di questo romanzo gotic.

In sintesi L’incubo di Hill House non è una narrazione “da brivido” (in tutti i sensi!), non è memorabile, ma sicuramente gradevole per passare dei pomeriggi sotto le coperte con una buona tazza di the caldo.

Avete letto questo romanzo? Discutiamone insieme!

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