Cinema

#Mavisguarda: il film di Downton Abbey

Ragazzi, buonsalve a tutti!

Sono qui quest’oggi per dirvi che ho da poco finito di vedere la proiezione stampa del film di Downton Abbey, presso la 14a Festa del cinema di Roma.

Sarò quasi tutti i giorni alla kermesse, quindi cercherò di darvi un’opinione di tutti quei film che mi hanno colpita maggiormente.

Di Downton Abbey è doveroso parlare: è la mia serie tv preferita, ha vinto prestigiosi premi nel corso degli anni della sua messa in onda, ed il film è stato annunciato come uno degli eventi dell’anno.

Vi parlerò in modo abbastanza sintetico, per non incorrere in possibili anticipazioni (uscirà nelle sale italiane il 24 ottobre) e perché preferisco concentrarmi su un approfondimento più articolato successivamente, unitamente ad un discorso sulla serie tv.

Partiamo con il presupposto che attendevo molto questo film, che sono entrata in sala con i brividi e con le lacrime agli occhi. Appena è partita l’iconica sigla mi sono emozionata, le note facevano aumentare i miei brividi di entusiasmo. Le mie aspettative erano, dunque, molto alte.

Il film mi è piaciuto moltissimo. Sono potuta tornare nuovamente tra le stanze di Downton e rivedere i mie personaggi preferiti. Mi sono potuta immergere nella narrazione attraverso un potente mezzo di immedesimazione, lo schermo cinematografico. E che schermo!

La storia è studiata seguendo lo stile della serie tv, sebbene per via della durata ristretta del lungometraggio, non sia possibile approfondire alcuni punti della trama, che si trasformano inevitabilmente in buchi che dovremo colmare con la nostra immaginazione (o magari con una nuova stagione? Lo spero!). Gli intermezzi comici non mancano, in molti sono scoppiati a ridere per via dell’humor all’inglese di una sempre intramontabile Maggie Smith, o per via dell’ingenuità del signor Molesly, interpretato da Kevin Doyle.

Se alcuni elementi stilistici e narrativi non convincono moltissimo chi ha amato la serie tv, le ambientazioni e le sensazioni che scaturiscono dalla visione riescono a sopperire a tali mancanze, creando un tutto godibile e apprezzabile.

L’ultima sequenza è un tripudio di nostalgia, tristezza e speranza, che i fan accaniti come me avranno colto sicuramente come un addio ai vecchi costumi per inoltrarci verso un rinnovamento necessario della storia.

Downton Abbey è un luogo (nella realtà il castello di Highclere) in cui le storie si intrecciano con la storia con la S maiuscola, con le vite di personaggi convincenti, altri meno, ma che fanno sempre emozionare e che permettono di sognare rimanendo seduti sulla poltrona di casa o del cinema.

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