Libri

#Mavislegge: Nevernight- Mai dimenticare

Salve lettori e lettrici!

Mese nuovo, nuova recensione librosa: questa volta parliamo del primo volume della trilogia di “Nevernight”, scritta da Jay Kristoff ed edita qui in Italia da Oscar Vault.

Piccola recensione e breve sommario delle mie impressioni, perché un approfondimento molto più succoso ed articolato uscirà quando avrò finito di leggere tutti i volumi della saga.

Ci sono delle storie che catturano il cuore, altre la mente, altre ancora l’anima; ma cosa succede quando una lettura rapisce i tuoi interi sensi?

Nevernight – Mai dimenticare

Iniziamo la recensione con una constatazione molto ovvia: il libro mi è piaciuto. Moltissimo.

Una storia atipica per un genere fantasy, almeno per i miei canoni, abituata a storie cappa e spada e al solito rituale del “ragazzo predestinato scopre di avere poteri speciali”, scuole di magia e lunghi viaggi per sconfiggere i potenti nemici. Sia chiaro: il fantasy è uno dei miei generi letterari preferiti, sono cresciuta a pane e magia, il mio amore per il sovrannaturale rimarrà sempre alto e duraturo.

Ma avevo bisogno di qualcosa di nuovo, qualcosa di fresco che stuzzicasse la mia curiosità letteraria: un titolo che avesse lo spirito del fantasy, ma fosse qualcosa di molto più, di innovativo e sperimentale.

Mi sono quindi imbattuta in Nevernight, che ho approfittato di leggere in occasione di un gruppo di lettura organizzato su Instagram. Mi sono così immersa nella lettura, che mi ha accompagnato per circa due settimane.

La storia

La storia ruota intorno a Mia Corvere, sedicenne il cui scopo è vendicare la morte del padre, ucciso da un governo corrotto e subdolo. Entra così a far parte della Chiesa Rossa, setta di assassini il cui compito è quello di formare giovani Lame, cioè i sicari della Repubblica. Mia dovrà confrontarsi con l’amicizia, l’amore e il suo passato, supportata da un dono che la rende speciale e forte al tempo stesso: la capacità di parlare con le ombre e manipolarle. Un lungo e sanguinoso viaggio aspetta la protagonista, sospinta in un mondo cieco, opportunista e senza regole.

La narrazione è, almeno nel blocco iniziale, molto statica e si propone di presentare le dinamiche generali dell’azione diegetica. Seguiamo Mia prima nella ricerca della scuola degli assassini, per poi concentrarci sulle lezioni e le prove a cui viene sottoposta. Nel mentre facciamo la conoscenza degli insegnanti e di quelli che saranno i principali protagonisti dello snodo successivo: personaggi meno importanti vengono tralasciati dalle descrizioni e dalle citazioni, familiarizziamo solamente con i soggetti importanti per lo svolgimento della narrazione. E questo espediente è davvero studiato, permettendo di iniziare a comprendere, sebbene in modo embrionale, quelle che saranno le basi per gli avvenimenti successivi.

L’azione non manca in questo romanzo: un’azione cruenta, sanguinosa che racconta in modo vivido le morti, le uccisioni vengono presentate con fare teatrale e quasi cinematografico, riuscendo a coinvolgere ancora di più il lettore con quello che è lo spirito dell’intera vicenda.

Dalla metà del libro le vicende subiscono un’impennata dinamica, che porta ad un’immersione ancora maggiore nella storia: i colpi di scena si susseguono uno dopo l’altro, lasciando veramente senza fiato e senza il tempo di recuperare dall’avvenimento precedente!

La definizione delle dinamiche di base porta ad un cliffhanger finale che lascia con molte domande irrisolte, le cui risposte verranno ritrovate senza alcun dubbio nei libri successivi (che non vedo l’ora di leggere!).

Per quanto riguarda la scrittura è molto scorrevole, fluida, senza troppi orpelli formali che stazionino l’azione: essa deve essere diretta, veloce, in grado di prendere strade rapide per giungere agli sviluppi e ai nodi diegetici. Quando si inizia a leggere, è difficile staccarsi dal flusso attivo della narrazione!

Nel complesso è una lettura molto godibile, che spazia su un nuovo tipo di fantasy che si indirizza verso un target decisamente più young-adult e che accontenta secondo me sia i neofiti che gli appassionati del genere.

Voi cosa ne pensate di Nevernight? Lo avete letto, vi è piaciuta la mia recensione? Mi piacerebbe parlarne insieme a voi!

Un approfondimento più succoso uscirà poi quando avrò finito di leggere la trilogia, quindi stay tuned!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *