Cinema

#Mavisguarda: C’era una volta a Hollywood

 Salve a tutti lettori e lettrici!

Visto che arrivo sempre in ritardo per ogni cosa, mi sembra doveroso condividere, in ritardo, una piccola review di uno dei film che più ho atteso negli ultimi mesi: C’era una volta a Hollywood, il nono film di Quentin Tarantino.

Sono riuscita, dopo quasi due settimane dall’uscita nelle sale, ad andarlo a visionare ieri sera, e mi sembrava necessario lasciare su questo spazio di dialogo degli spunti di riflessione personale sul film. Certamente non si prefigge di essere una recensione approfondita delle tematiche e delle tecniche utilizzate dal regista, ma un punto di partenza per una discussione personale degli input stilistici e diegetici che ho individuato a seguito della visione.

Un film importante, denso di simbologie e riferimenti, che un occhio attento riesce a cogliere, permettendo di ricomporre uno sfondo meta cinematografico che si indirizza verso una rivisitazione in chiave parodistica della vita hollywoodiana della fine degli anni ’60.

Protagonisti assoluti della vicenda sono Rick Dalton (interpretato da Leonardo Di Caprio) e Cliff Booth (Brad Pitt): il primo attore che si avvia verso un declino professionale che lo relega ad interprete di piccole parti televisive, il secondo stuntman che non riesce a trovare impiego a causa del suo passato.

In contrasto ad una discesa attoriale assistiamo all’ascesa filmica di personaggi come Sharon Tate (Margot Robbie) e Roman Polanskij (Rafał Zawierucha), caratterizzati da una configurazione interpretativa e visuale più esuberante, colorata e sbarazzina.

Dal punto di vista meta cinematografico possiamo quindi notare un riferimento ad una riflessione sul modo di produzione hollywoodiano e del destino attoriale, già affrontato in altri film (penso a Ave Cesare! dei fratelli Coen), ma tematizzato da Tarantino come motore per una ricerca introspettiva e come ribaltamento delle dinamiche storiche. La vicenda reale si mescola quindi con la rappresentazione propria della regia di Tarantino, che la stravolge e anzi, la amplifica in chiave demenziale e con la dose di azione propri dei film del regista.

Nella realtà Sharon Tate venne assassinata nella sua villa, nella quale fu perpetrato un vero e proprio massacro in cui rimasero uccise anche altre tre persone. La setta soprannominata “famiglia Manson” fu ritenuta colpevole dell’omicidio: la cosa ancora più inquietante è che Sharon era all’ottavo mese di gravidanza.

La vicenda nel film viene ribaltata per concentrarsi sull’azione che riesce ad abbattere i canoni logici e storici: è un viaggio nella Hollywood degli anni ’60, che dell’azione “alla Tarantino” ha ben poco se non nell’emblematica sequenza finale.

C’era una volta a Hollywood si configura come un road movie, un viaggio in macchina nel quale accompagniamo Cliff nella sua attività di tuttofare di Rick. Ciò permette una immersione totale nel pellegrinaggio, sebbene via sia una piattezza ed una linearità fin troppo marcata dell’espressione filmica, che non permette – a mio avviso – una completa immedesimazione con i personaggi. I protagonisti, bisogna poi osservare, tradiscono un’interpretazione abbastanza limitante, quasi forzata, che certo valorizza il ruolo dei personaggi interpretati, dovendo rappresentare la crisi attoriale, ma al contempo si presentano come parodie delle proprie controparti reali.

Vi è, quindi, una dinamicità atipica in questo film rispetto ad altri della stessa regia, che rende a tratti statico e povero di emozionalità dinamica.

 L’azione tipica del cinema di Tarantino mi è mancata per tutto il film, sebbene essa esplodanell’ultima sequenza, in cui assistiamo ad una rappresentazione di quelli che sono i canoni tipici della narrazione del regista: autoironia, azione allo stato puro e sangue a fiotti.

Nel complesso C’era una volta a Hollywood è eccezionalmente godibile, l’ambientazione è a mio avviso ricostruita molto accuratamente, e la dimensione citazioni sta è, per i cinefili come me, una chicca davvero deliziosa!

Spero che questa piccola review vi abbia aiutato nella visione, e se lo avete visto anche voi fatemelo sapere assolutamente!

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